Le notti, per chi lavora nella sicurezza, non sono mai davvero silenziose. Anche quando tutto sembra tranquillo, ogni angolo di strada può nascondere qualcosa che merita attenzione. È quanto accade la notte del 19 marzo 2012, mentre la guardia giurata Alfonso S., impegnato nel turno notturno, percorre via Michelangelo Buonarroti a Montaione (FI) a bordo dell’auto di pattuglia.
I fari dell’auto illuminano l’asfalto, quando, accanto a una vettura parcheggiata, Alfonso S. nota qualcosa di insolito: un portafoglio. Si ferma per controllare. Al suo interno trova contanti, documenti e carte di credito. Un ritrovamento importante, impossibile da ignorare.
La gpg contatta immediatamente la centrale operativa del Corpo Vigili Giurati, che consiglia di consegnare quanto prima il portafoglio ai Carabinieri.
Alfonso S. si dirige verso la caserma locale, ma a quell’ora le porte risultano chiuse. Al citofono risponde la centrale operativa dell’Arma di Empoli, che, vista l’ora tarda, suggerisce di rimandare la consegna al giorno seguente.
Ma Alfonso S. non si accontenta. Non è nel suo stile lasciare una questione in sospeso, soprattutto quando si tratta di qualcosa che può far sentire qualcuno vulnerabile o in difficoltà. Decide quindi di tornare in via Buonarroti, nella speranza che il proprietario del portafoglio abiti nelle vicinanze.
Il nominativo riportato nei documenti gli fornisce una traccia utile. Controlla i citofoni della zona, lo trova. Suona, si presenta come gpg in servizio e spiega con calma la situazione. Il proprietario del portafoglio, incredulo ma sollevato, riconosce subito l’oggetto smarrito e lo riceve dalle mani di chi, pur non conoscendolo, si è preso a cuore la sua piccola disavventura notturna.
Un gesto semplice, certo. Ma è proprio nei gesti semplici che si misura l’etica di chi indossa una divisa. Alfonso S. non si limita a fare il suo dovere: sceglie di andare oltre, dimostrando che la sicurezza è fatta anche di attenzione, cura e rispetto per gli altri.
Marzo 2012, Montaione (FI)

