Una flebile voce nella notte

100 storie a lieto fine
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Era una sera tranquilla del 2009, uno di quei turni che sembrano interminabili. Enrico L., zonista di Siena, stava eseguendo il suo compito, come previsto; ogni sera, senza eccezioni, ispezionava con scrupolo ogni angolo del cimitero, per poi chiudere i cancelli e lasciare che la notte arrivasse. Un lavoro molto tranquillo, ma un luogo dove non tutti amano stare al buio.

Quella sera, tuttavia, oltre la pioggia e l’oscurità, qualcosa sembrava diverso. Quando ormai guardia giurata aveva quasi finito la sua ispezione, una voce, bassa bassa: “Ci sono ancora io…” Enrico L. si fermò, impaurito; la luce della torcia si spostò velocemente nella direzione da cui proveniva quel suono. Ecco, un uomo anziano, con il volto pieno di lacrime era inginocchiato, con le sue stampelle accanto a una lapide, quella della moglie, scomparsa da poco.

Enrico, emozionato, si avvicinò senza pensarci troppo. Con un gesto delicato, aiutò l’uomo a sollevarsi. Nonostante il regolamento lo vietasse, lo zonista Enrico L. decise di offrire all’anziano in difficoltà, un passaggio in auto per riportarlo a casa, che si trovava giusto a un chilometro dal cimitero.

L’anziano, una volta giunto di fronte casa, colpito dalla gentilezza di Enrico, gli porse qualche soldo, seguito da un invito a cena o almeno un caffè, un piccolo omaggio per ripagare quel gesto di cortesia. Ma Enrico, con un sorriso, declinò le offerte, ritenendo di non dover essere “pagato” per la gentilezza.

L’anziano dunque, per sdebitarsi, abbracciò la Guardia: un abbraccio che sarebbe rimasto nel cuore di Enrico per tutta la vita.

 

 

Siena (SI), marzo 2009

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