Era una notte afosa di luglio quando la gpg Enrico L. stava svolgendo il proprio servizio di vigilanza nella zona di Bettolle. Le strade erano quasi deserte e il turno sembrava procedere tranquillamente, mentre si dirigeva verso un magazzino nell’area industriale.
Improvvisamente, però, una donna gli attraversò la strada. Era in evidente stato di agitazione e indossava soltanto abiti leggeri da casa. Enrico si fermò immediatamente per capire cosa stesse accadendo.
La donna raccontò di essere uscita nel cortile della propria abitazione per innaffiare le piante, quando la porta d’ingresso si era chiusa accidentalmente alle sue spalle, lasciandola fuori casa senza telefono né possibilità di rientrare.
Durante il dialogo, Enrico si rese conto che la signora si trovava in uno stato di alterazione e che la situazione richiedeva attenzione e cautela. Con calma, le suggerì di rivolgersi ai vicini, considerando che la zona era composta da villette a schiera e che avrebbe potuto ricevere facilmente assistenza.
La donna continuava però a chiedere di poter utilizzare il telefono e, nel corso della conversazione, chiese anche un sigaro alla gpg. Valutando attentamente il contesto e lo stato della persona, Enrico decise di gestire la situazione nel modo più prudente possibile.
La invitò quindi a sedersi davanti alla propria abitazione, in un luogo sicuro e visibile, assicurandosi che non fosse in pericolo immediato e confidando nel supporto dei vicini per aiutarla a rientrare in casa.
Anche episodi apparentemente insoliti fanno parte del lavoro quotidiano di una gpg: situazioni impreviste che richiedono lucidità, capacità di valutazione e senso di responsabilità.
Luglio 2024, Bettolle (SI)

