Un colpo sventato

100 storie a lieto fine

Era una sera d’inverno come tante, con l’aria fredda che tagliava il respiro e le strade di Massarosa immerse in una quiete solo apparente. Monica M., guardia giurata in servizio nel turno serale sulla tratta Camaiore-Forte dei Marmi, aveva già avuto a che fare nei giorni precedenti con un allarme particolare: quello di una piccola banca, situata sul retro di un palazzo, circondata da una siepe, da campi e da una stradina di ghiaia. Un punto isolato, con una sola videocamera sopra l’ingresso e una lampadina debole sul retro. Un posto dove l’oscurità poteva facilmente nascondere l’intenzione di chi voleva colpire.

L’allarme di quell’istituto continuava a scattare, a ogni ora del giorno e della notte. Falsi allarmi, si pensava. Ma chi fa questo mestiere sa che ogni segnale merita attenzione.

Era il 5 gennaio. Alle 20:30, l’allarme torna a suonare. Monica M. non esita. Raggiunge la banca, sale i pochi gradini davanti all’ingresso, controlla il bancomat, la porta. Tutto sembra in ordine. Ma poi, mentre gira l’angolo dell’edificio, sente dei rumori. Come d’abitudine, batte le nocche contro i vetri per verificarne la resistenza. E proprio in quell’istante, due figure scattano dal terrazzo che costeggia la banca, fuggendo nella siepe che dà sui campi.

Monica M. corre sul retro. Un quadrato di vetro è stato rimosso. Non c’è più alcun dubbio: stavano cercando di entrare. Li sente litigare, là nel buio, mentre lei rimane sola, in piena luce. Non ha con sé né il veicolare né il portatile. È distante dall’auto. Ma sa cosa fare: chiama immediatamente la centrale operativa e chiede rinforzi. Un collega è di pattuglia tra Viareggio e Torre del Lago. Lo allertano. Chiede anche l’intervento dei Carabinieri.

Passano alcuni minuti. I due sono ancora lì, nascosti nel campo. Monica resta vigile. Poi finalmente arriva il collega, Pietro B., e subito dopo le forze dell’ordine.

Durante l’ispezione, vengono trovati un trapano, del nastro isolante e altri segni inequivocabili di un tentativo di effrazione. Dai rilievi emerge un particolare agghiacciante: uno dei ladri, probabilmente, si sarebbe nascosto all’interno della banca per tutta la notte, in attesa dell’apertura dell’indomani. Il piano era quello di prendere in ostaggio il direttore per farsi aprire il caveau.

Il pericolo era reale. Ma grazie alla prontezza di Monica M., alla sua attenzione ai dettagli e alla sua capacità di agire con sangue freddo, quel piano non è mai andato a buon fine.

Per tutta la notte, le pattuglie del Corpo Vigili Giurati si sono alternate in postazione fissa nelle banche della zona. Due ore ciascuno, occhi aperti, presenza costante.

E quella notte, nessuno si è fatto male. Nessun bottino è stato portato via. Ma soprattutto, ancora una volta, una gpg ha dimostrato quanto possa essere determinante il ruolo silenzioso ma essenziale che svolgiamo, ogni giorno e ogni notte.

Gennaio 2009, Massarosa (LU)

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