In una tarda mattinata come tante, la gpg Elena B. si trovava in servizio presso la stazione SMN di Firenze quando ha notato una donna anziana avvicinarsi con atteggiamento spaesato.
Elena B. è immediatamente uscita dalla garitta per capire se la donna avesse bisogno di aiuto. Alla domanda su dove fosse diretta, l’anziana ha risposto che doveva “andare a casa dalla figlia”, indicando genericamente l’interno dell’area del parcheggio.
Capendo che la situazione potesse essere delicata, Elena l’ha fatta accomodare nella garitta per metterla al sicuro e ha contattato subito la Polizia Ferroviaria, informando anche l’ufficio servizi. La donna, in evidente stato confusionale, è riuscita a fornire solo il proprio nome di battesimo, “Angela”, senza riuscire a ricordare altro con chiarezza.
Una volta seduta e al sicuro, ha iniziato lentamente a tranquillizzarsi, mostrando comunque segni di disorientamento.
Poco dopo sono arrivati gli agenti della Polizia Ferroviaria, ma la signora non è stata in grado di fornire ulteriori informazioni, se non un cognome parziale. Nel frattempo è intervenuta anche una pattuglia dei Carabinieri, che stava seguendo una segnalazione di persona scomparsa nei pressi della stazione. Tra la documentazione mostrata, era presente una fotografia che corrispondeva alla donna.
Alle 12:20 è infine arrivata una volante della Polizia di Stato, che, dopo aver verificato la denuncia di scomparsa, ha preso in carico la signora per ricondurla alla famiglia.
Un intervento rapido e coordinato tra forze dell’ordine e personale in servizio ha permesso di riportare a casa una persona in difficoltà, evitando che la situazione potesse complicarsi ulteriormente.
Per la gpg Elena B., si è trattato di un gesto di normale attenzione e responsabilità sul lavoro, ma con un esito che ha avuto un grande valore umano.
Aprile 2019, Firenze (FI)

