Sabbia e salvezza

100 storie a lieto fine

Era una domenica di inizio estate, una di quelle giornate in cui l’acqua calma sembra invitare a spingersi un po’ più in là. Venti canoisti, uomini e donne di età diverse, avevano scelto le acque di Goro per un’escursione in compagnia, tra chiacchiere leggere e pagaiate lente.

All’inizio tutto sembrava perfetto. Il mare era fermo, il vento quasi assente. Ma chi conosce l’acqua sa che basta un cambio di corrente per spezzare la rotta. E così, quando la marea si è fatta più forte, le canoe sono finite tutte sullo stesso banco di sabbia. Un confine invisibile, che di colpo ha fermato ogni tentativo di tornare a riva.

Qualcuno ha provato a spingersi via da lì, altri hanno acceso i telefoni, guardando verso la costa come se bastasse uno sguardo per sentirsi al sicuro. Tant’è vero che a terra, c’era il capoturno del Corpo Vigili Giurati che vegliava. La GPG, infatti, si è subito accorta del pericolo e si è messa in moto, notando uno degli equipaggi agitare le braccia in segno d’aiuto: la loro canoa aveva già iniziato ad imbarcare pericolosamente dell’acqua. Grazie alla sua prontezza e al coordinamento delle operazioni effettuato dal responsabile comparto marittimo CVG di Firenze Alvaro M., a uno a uno i venti canoisti sono tornati sulla riva. Bagnati, infreddoliti, ma tutti in salvo. Nessuno ha perso nulla, se non un po’ di tranquillità. E anche stavolta, il silenzio di chi sorveglia da lontano ha fatto la differenza tra un rischio e un ritorno a casa.

8 giugno 2025, Sacca di Goro (FE)

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