A volte, basta uno sguardo per capire che qualcosa non va.
In una mattina come tante, Carmine P. guardia giurata al suo primo anno di servizio, dopo il turno in un campeggio di San Vincenzo, era alla stazione per prendere il treno verso Livorno. Come d’abitudine, si siede nelle ultime carrozze, di solito meno affollate.
Ma quella mattina non era come le altre.
Un uomo lo fissava insistentemente. Alto quasi due metri, corporatura massiccia, atteggiamento aggressivo. Carmine decide di spostarsi, ma alzandosi nota una ragazza seduta di fronte che tremava e piangeva. Senza esitare, si avvicina e le dice con fermezza: «Vieni con me.»
La ragazza, come se aspettasse solo quel segnale, si aggrappò a lui e lo seguì in un’altra carrozza. Durante il tragitto, raccontò l’incubo che stava vivendo: l’uomo l’aveva molestata.
Arrivati alla stazione di Livorno, la guardia giurata consigliò alla ragazza di non proseguire il viaggio con quell’uomo a bordo e di scendere insieme per denunciarlo alla Polizia Ferroviaria.
Entrambi scesero dal treno, ma scese anche l’uomo, che li seguì con fare minaccioso. Avvicinandosi, si rivolse a Carmine P. con tono aggressivo: «Tu non sei un finanziere, non sei un poliziotto, non ti devi interessare».
La ragazza, terrorizzata, scoppiò di nuovo in lacrime.
Era il momento di agire.
Carmine fece allora un gesto deciso, portando la mano alla fondina, chiedendo all’uomo di allontanarsi. Il messaggio era chiaro e l’uomo se ne andò.
Carmine accompagnò la ragazza alla polizia, che subito si mise sulle tracce dell’aggressore. Lo trovarono poco dopo, tranquillo, seduto su una panchina. Dai documenti emerse la verità: non era la prima volta, aveva già molestato altre donne.
Cinque anni dopo, Carmine fu chiamato a testimoniare al processo. Quando gli chiesero perché fosse intervenuto, rispose senza esitazione: «Primo, perché sono una guardia giurata. Secondo, anche se non lo fossi, sarei intervenuto comunque.»
Oggi, con 61 anni e la pensione vicina, Carmine lo ribadisce con fierezza: “Lo rifarei mille volte. È nel mio DNA.”
Gli eroi non indossano mantelli. A volte, portano una divisa e fanno la cosa giusta.
Giugno 2010, San Vincenzo (LI)

